Classificazione Legale degli Sfarinati (DPR 187/2001)

Lezione: I Cerealitrattato inPasticcere

Definizione

In Italia, la classificazione delle farine di grano tenero è regolamentata dal DPR 187/2001, che suddivide gli sfarinati in cinque tipologie (00, 0, 1, 2, Integrale) in base al contenuto massimo di ceneri (sali minerali residui dopo incenerimento a 550°C) e al grado di abburattamento (resa di estrazione dell’endosperma). La farina Tipo 00 (ceneri max 0,55%) è la più raffinata, composta esclusivamente dall’endosperma amilaceo; la Tipo 0 (max 0,65%) presenta tracce marginali di tegumenti, mentre Tipo 1 (max 0,80%) e Tipo 2 (max 0,95%) sono parzialmente e semi-integrali rispettivamente. La farina Integrale (1,30-1,70% di ceneri) include la cariosside completa di crusca e germe. Per il grano duro, la classificazione prevede semola, semolato e semola integrale, distinguibili per la granulometria spigolosa e il colore giallo caratteristico dovuto ai carotenoidi. Il contenuto di ceneri è l’indicatore tecnico-legale del grado di raffinazione e correla direttamente con la capacità di assorbimento idrico e il comportamento tecnologico dello sfarinato.

Problem Solving
Ricetta standardizzata con farina Tipo 00 produce risultati inconsistenti tra fornitori diversi: assorbimento idrico variabile e struttura dell'impasto non riproducibile.
Causa: La denominazione 'Tipo 00' definisce solo il limite massimo di ceneri (0,55%) e non garantisce uniformità di W, P/L, FN o contenuto proteico; due farine Tipo 00 di mulini diversi possono avere profili tecnologici molto differenti.
Soluzione: Non selezionare la farina basandosi solo sulla tipologia legale; richiedere la scheda tecnica completa con parametri alveografici (W, P/L), FN, contenuto proteico e assorbimento idrico al farinografo; standardizzare la farina di riferimento per ogni produzione specifica.
Produzione di pasta fresca con farina di grano duro: la pasta risulta appiccicosa, perde amido in cottura e non mantiene la consistenza al dente.
Causa: Utilizzo di farina di grano duro 'rimacinata' fine invece di semola (granulometria spigolosa): la granulometria fine altera la velocità di idratazione e il reticolo proteico risulta meno fitto, con minor capacità di trattenere l'amido durante la cottura.
Soluzione: Utilizzare semola di grano duro (Triticum durum) con granulometria spigolosa e uniforme; verificare che il prodotto rispetti i requisiti DPR 187/2001 per la denominazione 'semola'; controllare il contenuto proteico (> 13% per semole di alta qualità per pasta).
In un laboratorio gluten-free si riscontra contaminazione da frumento in prodotti certificati senza glutine.
Causa: Cross-contamination da uso di farine di frumento (qualsiasi tipologia, da Tipo 00 a integrale) nelle stesse superfici, attrezzature o ambienti di produzione dei prodotti gluten-free; oppure errore di etichettatura/stoccaggio degli sfarinati.
Soluzione: Istituire linee di produzione fisicamente separate per prodotti gluten-free; formare il personale sulla classificazione degli sfarinati (riconoscimento visivo, etichettatura obbligatoria DPR 187/2001); implementare procedure di verifica tramite test ELISA per il controllo della contaminazione da glutine nei prodotti finiti.
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Domande Frequenti

Cosa si intende per 'abburattamento' e come influisce sulla classificazione della farina?
L'abburattamento è la resa di estrazione della farina durante il processo di milling, ovvero la percentuale di farina ottenuta dal peso totale del frumento. Un abburattamento basso (alta raffinazione) corrisponde a poca farina estratta ma di alta purezza dall'endosperma, con basso contenuto di ceneri; un abburattamento alto (bassa raffinazione) include più porzioni dei tegumenti, aumentando il contenuto di ceneri e fibra.
La semola di grano duro può essere utilizzata al posto della farina di grano tenero in pasticceria?
Non è intercambiabile direttamente. La semola ha granulometria più grossa, colore giallo (carotenoidi), alto contenuto proteico e comportamento tecnologico diverso (diversa velocità di idratazione). Può essere impiegata in preparazioni specifiche (pasta, alcuni pani tradizionali) ma in pasticceria richiede formulazioni dedicate, non sostituisce funzionalmente la farina Tipo 00.
Perché la farina integrale richiede una gestione tecnica diversa rispetto alla Tipo 00?
La farina integrale contiene crusca (fibre insolubili) e germe (lipidi), che aumentano l'assorbimento idrico, interferiscono meccanicamente con la maglia glutinica riducendo la forza W, e introducono lipidi soggetti a irrancidimento. Richiede maggiore idratazione, tempi di impastamento calibrati e una shelf-life più breve rispetto alla Tipo 00.
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