Classificazione e selezione dei tagli bovini

Definizione

La classificazione commerciale dei tagli bovini si basa sulla posizione anatomica del muscolo nella carcassa, sull’intensità del suo lavoro meccanico in vita e sulla conseguente composizione in tessuto connettivo, mioglobina e grasso intramuscolare (marezzatura), parametri che determinano la destinazione gastronomica ottimale di ciascuna porzione.

Il quarto posteriore ospita i tagli nobili di prima categoria: la Lombata (longissimus dorsi) da cui si ricavano bistecche e T-bone; il Filetto (psoas major), muscolo posturale a bassissima mobilità, quasi privo di collagene e marezzatura — il più tenero ma meno saporito — suddiviso in Testa (chateaubriand), Cuore (tournedos) e Coda (filet mignon); e i grandi blocchi della Coscia (Fesa, Scamone, Noce, Girello) a fibre compatte, destinati a cotture rapide a calore secco o arrosti al sangue.

Il quarto anteriore è il dominio delle cotture lente: Spalla (Fusello, Cappello del Prete), Collo (Reale), Pancia (Biancostato) e Garretto (Ossobuco) presentano altissime concentrazioni di collagene reticolato, sviluppato dal carico meccanico sopportato in vita, e richiedono brasature, bolliti o stufature prolungate per idrolizzare il connettivo in gelatina fondente.

La griglia europea S.E.U.R.O.P. valuta la conformazione muscolare della carcassa (dalla classe S/Superiore alla P/Mediocre) e lo stato di ingrassamento (scala 1–5); per l’alta ristorazione un grado di ingrassamento 3–4 è considerato ottimale, poiché la copertura adiposa protegge la carne durante la frollatura e la marezzatura intramuscolare fonde in cottura lubrificando le fibre e veicolando gli aromi liposolubili.

Problem Solving
Un filetto di manzo cotto alla griglia risulta tenero ma privo di sapore e necessita di abbondanti salse per essere appetibile
Causa: Il filetto (psoas major) è il muscolo posturale meno attivo dell'animale: è quasi totalmente privo di marezzatura intramuscolare e di collagene, componenti che in cottura veicolano gli aromi liposolubili e sviluppano la complessità gustativa; la sua tenerezza sconta una neutralità organolettica intrinseca
Soluzione: Compensare la neutralità gustativa del filetto con salse ricche (fondo bruno, salse al pepe, bernese) oppure applicare tecniche di lardellatura intra-muscolare o bardatura con lardo aromatizzato prima della cottura, per introduire lipidi che veicolino aromi dall'interno del muscolo

Guida alla Carne

Un brasato preparato con fesa o noce (tagli del quarto posteriore) risulta stopposo e privo della morbidezza caratteristica dei grandi stufati
Causa: Fesa, noce e scamone sono tagli del posteriore a fibre compatte ma con percentuale ridotta di tessuto connettivo; sottoposti a cottura umida prolungata, le fibre si disidratano senza che la quantità di collagene sia sufficiente a produrre la gelatina che lubrificherebbe il muscolo
Soluzione: Per i brasati utilizzare esclusivamente tagli del quarto anteriore ricchi di collagene (cappello del prete, fusello, guancia, garretto, reale); riservare i tagli del posteriore a cotture rapide a calore secco o arrosti brevissimi al sangue

Guida alla Carne

Al momento dell'acquisto, una carcassa classificata S.E.U.R.O.P. in classe S con ingrassamento 1 produce carne che si secca rapidamente durante la frollatura e risulta poco saporita
Causa: Un grado di ingrassamento 1 (molto scarso) indica assenza di copertura lipidica esterna: senza questo cappotto protettivo, la superficie della mezzena si disidrata e si ossida eccessivamente durante il dry aging, e la mancanza di marezzatura intramuscolare impoverisce il profilo aromatico in cottura
Soluzione: Per l'alta ristorazione selezionare carcasse con stato di ingrassamento 3–4 della griglia S.E.U.R.O.P.; la copertura adiposa protegge durante la frollatura e la marezzatura fonde in cottura garantendo succulenza e veicolo per gli aromi liposolubili

Guida alla Carne

Argomento sviluppato in
Classificazione e selezione dei tagli bovini — Lezione: Guida alla Carne

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Domande Frequenti

Perché il filetto è il taglio più tenero ma meno saporito del bovino?
Il filetto (psoas major) è un muscolo posturale che lavora pochissimo in vita: questa inattività determina quasi totale assenza di collagene e di grasso intramuscolare (marezzatura). La tenerezza dipende proprio dalla scarsità di connettivo e dalla sottigliezza delle fibre, ma l'assenza di lipidi infiltrati — che in cottura fondono veicolando aromi liposolubili — e di composti estrattivi prodotti dal lavoro muscolare si traduce in un profilo gustativo neutro rispetto al controfiletto o allo scamone.
Cosa valuta la griglia europea S.E.U.R.O.P.?
La griglia S.E.U.R.O.P. valuta due parametri distinti: la conformazione muscolare della carcassa (sviluppo muscolare, dalla classe S/Superiore tipica delle razze da carne specializzate come Piemontese e Charolaise, fino alla P/Mediocre per le razze lattifere a fine carriera) e lo stato di ingrassamento su scala da 1 (molto scarso) a 5 (molto abbondante), determinante per la qualità della frollatura e la succulenza in cottura.
Qual è la regola fondamentale per assegnare un taglio bovino alla tecnica di cottura corretta?
La regola d'oro indicata nei materiali è che la quantità e la tipologia di collagene dettano la tecnica di cottura: i muscoli che hanno lavorato duramente in vita sono ricchi di collagene e richiedono cotture lunghe e umide per idrolizzare il connettivo; i tagli di prima categoria del posteriore, poveri di collagene, richiedono cotture brevi a calore secco per evitare la disidratazione delle fibre.
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