Principio di Concordanza nell’abbinamento cibo-vino

Definizione

Il principio di concordanza governa i macro-vettori di peso e durata nell’abbinamento gastronomico, stabilendo che alcune caratteristiche molecolari dominanti non tollerano la contrapposizione, ma devono correre parallele sulla stessa lunghezza d’onda e intensit à. Le forze dominanti del calice e del piatto devono equivalersi e sostenersi reciprocamente per evitare la sottomissione sensoriale di un elemento sull’altro.

Il primo assioma inossidabile riguarda la dolcezza: la dolcezza del cibo (presenza reale di zuccheri raffinati, miele o melasse) esige l’equivalenza matematica con la dolcezza del vino. Abbinare un vino secco a un dessert strutturato genera uno scontro micidiale tra l’acidit à del vino e la saturazione zuccherina del palato, facendo emergere note metalliche e amarezza.

Il secondo assioma riguarda la struttura: la struttura sensoriale del piatto (intensit à della percezione gustativa e densit à dell’estratto molecolare) deve corrispondere proporzionalmente al corpo del vino (estratto secco). Il terzo assioma è temporale: la Persistenza Gusto-Olfattiva (P.G.O.) del piatto deve specchiarsi nella Persistenza Aromatica Intensa (P.A.I.) del vino, affinché l’eclissi dei sapori sia perfetta e simultanea.

Trattato nei corsi

Corso CUOCO · Corso MAîTRE · Corso PIZZAIOLO

Problem Solving
Al termine del pasto, lo Champagne Brut abbinato a un dessert ricco appare amaro, metallico e spigoloso, rovinando la chiusura del menu
Causa: Violazione del principio di concordanza: il residuo zuccherino dello spumante Brut (meno di 12 g/l) è incompatibile con la saturazione zuccherina del palato prodotta dal dessert; le durezze del vino (acidit à, CO2, sapidit à) vengono esaltate per contrasto fisiologico
Soluzione: Sostituire con un vino dolce strutturato (residuo zuccherino superiore a 50 g/l): Moscato d'Asti, Passito o Muffato. Se il dessert presenta anche grassezza (burro, crema), scegliere una versione effervescente dolce per garantire al contempo pulizia lipidica e concordanza zuccherina

Analisi Sensoriale

Un piatto delicato come una sogliola al vapore viene sopraffatto e annientato dal vino abbinato, risultando invisibile al palato
Causa: Il vino scelto ha un corpo (estratto secco) e un'alcolicit à sproporzionati rispetto alla struttura lieve del piatto: la potenza del calice sottomette completamente la delicatezza della ricetta
Soluzione: Applicare la concordanza di struttura: selezionare un vino leggero, povero di struttura e alcol, con profilo aromatico delicato e fresco, proporzionato al peso sensoriale etereo del piatto

Analisi Sensoriale

Un piatto altamente aromatico (tartufo, funghi porcini) lascia una lunghissima P.G.O. che sopravvive al vino, il cui aroma svanisce molto prima
Causa: Mancata concordanza temporale: la P.A.I. del vino è insufficiente rispetto alla P.G.O. del piatto; il vino scelta ha intensit à aromatica e persistenza troppo brevi
Soluzione: Selezionare un vino con P.A.I. equivalente alla P.G.O. del piatto: vini di grande complessit à evolutiva e lunga persistenza aromatica (lunghi affinamenti in barrique o in bottiglia), così che l'eclissi dei sapori di cibo e vino avvenga simultaneamente

Analisi Sensoriale

Argomento sviluppato in
Principio di Concordanza nell'abbinamento cibo-vino — Lezione: Analisi Sensoriale

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Domande Frequenti

Perché la tendenza dolce degli amidi non rientra nel principio di concordanza con la dolcezza del vino?
Perché in analisi sensoriale la 'tendenza dolce' è una sfumatura dolce intrinseca dell'ingrediente (carboidrati complessi, proteine di crostacei) e non una dolcezza da zucchero aggiunto. Il principio di concordanza sulla dolcezza si applica esclusivamente quando vi è presenza reale di saccarosio, melasse o miele nel piatto, ovvero nel regno della pasticceria e dei dessert.
Cosa si intende per P.G.O. e come si misura praticamente?
La Persistenza Gusto-Olfattiva (P.G.O.) è il lasso di tempo, quantificabile in secondi, in cui il sapore del boccone persiste nitido sulla mucosa dopo la deglutizione. Aumenta proporzionalmente all'aromaticit à intrinseca, alla speziatura e alla grassezza del piatto. In degustazione professionale si conta mentalmente i secondi dal momento della deglutizione fino alla scomparsa della sensazione.
È corretto abbinare un vino molto strutturato a un piatto semplice per 'elevarne' la percezione?
No: è un errore tecnico grave che viola il principio di concordanza di struttura. Un vino con corpo e alcolicit à eccessivi rispetto al piatto lo sottomette e lo annulla sensorialmente. La regola impone proporzionalit à: a piatto etereo corrisponde vino leggero, a piatto strutturato corrisponde vino di elevata importanza corporea.
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