Indice Glicemico (IG)

Lezione: I Gluciditrattato inPasticcere

Definizione

L’Indice Glicemico (IG) è un parametro clinico-nutrizionale che classifica gli alimenti glucidici in base alla velocità e all’intensità con cui, una volta ingeriti e digeriti, innalzano la glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue), espresso come percentuale rispetto alla risposta glicemica del glucosio puro o del pane bianco raffinato (IG = 100). Alimenti con IG superiore a 70 (patate al forno, dolciumi zuccherati, farina 00 raffinata) vengono digeriti rapidamente, provocando un brusco picco glicemico (spike), seguito dalla secrezione massiccia di insulina e da una successiva ipoglicemia reattiva con senso di fame precoce. Alimenti a basso IG (inferiore a 55: legumi, pasta al dente trafilata al bronzo, farine integrali) rilasciano il glucosio in modo lento e costante. L’IG di un pasto può essere abbassato tecnologicamente aggiungendo lipidi, proteine o soprattutto fibre solubili (pectine, cellulosa): queste creano una gelatina vischiosa nello stomaco che rallenta lo svuotamento gastrico e l’azione degli enzimi idrolitici, livellando la curva glicemica e prolungando il senso di sazietà.

Problem Solving
Un cliente diabetico di tipo 2 riferisce picchi glicemici elevati dopo il consumo di preparazioni da forno con farina 00 e saccarosio.
Causa: Le preparazioni con farina 00 raffinata (amido facilmente digeribile, IG elevato) e saccarosio rapidamente assorbito hanno un IG complessivo molto alto (> 70), inducendo un picco glicemico rapido e pronunciato.
Soluzione: Sostituire la farina 00 con farine integrali o a granulometria grossa (ricche di fibra insolubile che rallenta la digestione); ridurre il saccarosio sostituendolo parzialmente con polioli o edulcoranti intensivi; aggiungere fibre solubili (pectine, inulina) e una quota di grassi nobili per rallentare lo svuotamento gastrico e abbassare l'IG del prodotto finito.
Un dessert da ristorazione viene percepito come 'pesante' dai clienti, che riferiscono sonnolenza e calo di energia 30-60 minuti dopo il consumo.
Causa: Il dessert ha un IG molto alto: l'assorbimento rapido del glucosio ha provocato un picco insulinico seguito da ipoglicemia reattiva (crollo della glicemia sotto la norma), con conseguente senso di sonnolenza e stanchezza.
Soluzione: Riformulare il dessert introducendo ingredienti che abbassano l'IG: abbinare la componente zuccherina a proteine (yogurt greco, frutta secca), grassi (crema di nocciole, avocado) e fibre (frutti di bosco, granella di semi); la combinazione rallenta la digestione e livella la risposta glicemica.
Una preparazione presentata come 'integrale e salutare' presenta comunque un IG elevato misurato in laboratorio.
Causa: Nonostante l'uso di farina integrale, la preparazione contiene alte percentuali di saccarosio e miele (entrambi ad alto IG), e il processo di cottura ha gelatinizzato completamente l'amido rendendolo facilmente aggredibile dagli enzimi digestivi.
Soluzione: Ridurre il contenuto di zuccheri semplici; privilegiare cotture che non gelatinizzano completamente l'amido (cotture a bassa temperatura); aggiungere pectine o psyllium come fibre solubili addensanti; verificare che la percentuale di crusca integrale sia sufficiente a creare una barriera fisica alla digestione enzimatica.
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Questa voce è una sintesi della Rubrica Tecnica. L’argomento è sviluppato in profondità nella lezione «I Glucidi» — con videolezioni, pratica, dispense professionali e tutoraggio — nei percorsi che lo trattano:

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Domande Frequenti

Come può il cuoco intervenire per abbassare l'IG di un piatto o di un dessert?
Il cuoco può abbassare l'IG aggiungendo lipidi (olio EVO, frutta secca), proteine o soprattutto fibre solubili (pectine, cellulosa, inulina) che creano una gelatina vischiosa nello stomaco rallentando lo svuotamento gastrico e l'azione degli enzimi digestivi. Anche la cottura al dente della pasta, l'uso di farine integrali e il raffreddamento degli amidi cotti (che promuove la formazione di amido resistente) abbassano significativamente l'IG.
Il fruttosio ha un IG più basso del saccarosio: può essere usato liberamente nei prodotti per diabetici?
Il fruttosio ha effettivamente un IG basso (circa 19) perché viene metabolizzato principalmente dal fegato senza richiedere insulina nell'immediato. Tuttavia, un consumo eccessivo di fruttosio è associato a lipogenesi epatica, accumulo di trigliceridi e resistenza all'insulina a lungo termine. Il suo utilizzo nei prodotti per diabetici deve essere quantitativamente limitato e non considerato una sostituzione illimitata al saccarosio.
Cosa si intende per 'amido resistente' e come influisce sull'IG?
L'amido resistente è la frazione di amido che non viene digerita nel tenue dagli enzimi amilasici, comportandosi come fibra alimentare. Si forma naturalmente per retrogradazione dell'amilosio durante il raffreddamento degli amidi cotti (pane raffermo, riso cotto e raffreddato, pasta al dente). Riducendo la quota di amido digeribile, abbassa l'IG complessivo dell'alimento e favorisce la fermentazione benefica nel colon.
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