Il Falling Number, o Indice di Hagberg, è un test diagnostico standardizzato che misura in secondi il tempo impiegato da un pistone metallico a cadere attraverso un gel viscoso ottenuto riscaldando una sospensione acquosa di farina fino alla gelatinizzazione dell’amido. Il principio fisico si basa sulla correlazione inversa tra attività delle alfa-amilasi endogene e viscosità del gel: alfa-amilasi molto attive liquefano rapidamente l’amido, abbassando la viscosità e riducendo il tempo di caduta (Falling Number basso); alfa-amilasi poco attive producono un gel denso che rallenta la caduta (Falling Number alto). Un valore inferiore a 200 secondi diagnostica un’alta attività enzimatica (farina germinata o di campo umido): l’impasto risulterà cronicamente appiccicoso, gommoso e instabile, con imbrunimento precoce e mollica collassata in cottura. Un valore superiore a 300 secondi segnala bassa attività enzimatica: i lieviti saranno privati di substrato zuccherino, la lievitazione sarà lenta e la crosta risulterà pallida e refrattaria alla reazione di Maillard. Il valore ottimale si attesta intorno a 250 secondi, certificando l’equilibrio enzimatico necessario per un’alimentazione fluida dei lieviti, una struttura integra e una crosta aromatica e dorata.
Problem Solving
L'impasto è appiccicoso, non incorda, i panetti si fondono tra loro e in cottura la pizza si scurisce e brucia prima di cuocere internamente
Causa: Falling Number inferiore a 200 secondi: l'alfa-amilasi è iperattiva, ha liquefatto l'amido producendo una quantità patologica di zuccheri riducenti che causano caramellizzazione precoce in forno e rilascio di acqua libera che rende la massa collosa
Soluzione: Il lotto con Falling Number patologico è reologicamente irrecuperabile; se indispensabile per emergenza gestionale, tagliare con oltre il 50% di farina a bassissima attività enzimatica (Falling Number >350s), abbassare l'idratazione del 10%, inserire il sale nei primissimi minuti di impastamento per rallentare enzimaticamente l'alfa-amilasi, gestire la maturazione a 2–3°C
La pizza infornata è pallida, secca, priva di doratura anche con temperature di forno elevate
Causa: Falling Number superiore a 300 secondi: attività amilasica insufficiente, produzione di zuccheri riducenti troppo bassa per alimentare la reazione di Maillard e per sostenere adeguatamente il metabolismo del lievito
Soluzione: Aggiungere in ricetta malto diastatico (farina di malto con alfa-amilasi attive) in percentuale calibrata per incrementare la disponibilità enzimatica e fornire substrato zuccherino immediato ai lieviti; verificare con il mulino la causa dell'inibizione enzimatica
Come interpretare il Falling Number riportato sulla scheda tecnica del mulino?
Causa: Mancanza di un criterio operativo di lettura del dato diagnostico fornitore da parte dell'operatore
Soluzione: Applicare la scala diagnostica: <200s = attività patologicamente alta (farina germinata, rifiutare il lotto o gestire con correzioni aggressive); 200–220s = zona di rischio, usare con precauzione e controllo; 230–270s = zona ottimale per panificazione e pizzeria; >300s = attività insufficiente, correggere con malto diastatico; >350s = asfissia enzimatica, usare come farina correttrice in blend con lotti iperenzimatici
Impasto appiccicoso e ingestibile, mollica umida e gommosa al centro, crosta di colore rosso-bruno eccessivo.
Causa: Falling Number inferiore a 220 secondi: l'alfa-amilasi è eccessivamente attiva e ha degradato l'amido in zuccheri semplici troppo velocemente, impedendo la gelatinizzazione ottimale e fornendo un eccesso di substrato per la reazione di Maillard a 140°C.
Soluzione: In emergenza, tagliare la farina con una a FN molto alto (> 300) per mediare l'attività enzimatica complessiva; ridurre l'idratazione e abbassare la temperatura dell'impasto per rallentare l'azione enzimatica; a regime, richiedere sistematicamente la scheda tecnica con FN certificato al mulino e rifiutare lotti con FN < 220.
Pane con scarso sviluppo volumetrico, crosta pallida e mollica compatta e priva di alveolatura, nonostante il lievito sia attivo.
Causa: Falling Number superiore a 300 secondi: la farina è enzimaticamente 'morta', con alfa-amilasi inattiva che non produce zuccheri fermentescibili sufficienti per alimentare i lieviti, bloccando o rallentando gravemente la fermentazione.
Soluzione: Aggiungere malto diastasico (orzo germinato ed essiccato) in percentuale calibrata (0,1-0,5% sul peso farina) come fonte di diastasi e zuccheri semplici; la quantità deve essere determinata empiricamente in base al grado di deficit enzimatico della farina.
In produzione il panettone risulta eccessivamente igroscopico, si ammuffa precocemente e la mollica è gommosa a distanza di giorni.
Causa: Eccesso di zuccheri residui non fermentati derivante da un Falling Number troppo basso (< 220): l'attività amilasica eccessiva ha prodotto più zuccheri di quanti i lieviti abbiano potuto consumare; gli zuccheri residui rendono il prodotto igroscopico e favoriscono la proliferazione microbica.
Soluzione: Controllare e certificare il FN di ogni lotto di farina (target 250-280); bilanciare i tempi di fermentazione per massimizzare il consumo di zuccheri da parte dei lieviti; ottimizzare le condizioni di conservazione (temperatura, umidità relativa, packaging idoneo).
La crosta della pizza brucia e carbonizza in pochi secondi in forno mentre il centro rimane crudo, umido e gommoso.
Causa: Falling Number inferiore a 200 secondi: l'iperattività alfa-amilasica ha demolito le strutture amidacee saturando l'impasto di zuccheri riducenti liberi che innescano caramellizzazione e pirolisi a temperature molto inferiori al normale, mentre il nucleo rimane irrimediabilmente umido.
Soluzione: Scartare l'impasto già prodotto poiché il danno è irreversibile. Tagliare la farina problematica con una di forza estrema e Falling Number > 350s per diluire la concentrazione enzimatica; ridurre l'idratazione del 5–10% e gestire la maturazione a temperature molto severe (2°C) per paralizzare l'attività amilasica residua.
La pizza sfornata presenta una crosta pallida, dura, con sapore di farina cruda nonostante una cottura regolare.
Causa: Falling Number superiore a 300 secondi: l'ipoattività enzimatica genera una produzione di zuccheri semplici insufficiente per alimentare adeguatamente il lievito e per supportare la reazione di Maillard in cottura.
Soluzione: Correggere la formula aggiungendo malto diastatico in quantità calibrata per incrementare l'apporto enzimatico esterno, incrementare lievemente i tempi di fermentazione e verificare sulla scheda tecnica il Falling Number prima di ogni nuovo lotto.
Un impasto apparentemente ben formato in vasca diventa progressivamente colloso e impossibile da stendere dopo la sosta in cella.
Causa: Falling Number basso combinato con alto contenuto di amido danneggiato: l'alfa-amilasi continua la sua azione idrolitica durante la maturazione a freddo, liquefacendo le strutture amidacee e rilasciando acqua precedentemente inglobata nell'impasto.
Soluzione: Ridurre drasticamente i tempi di maturazione, abbassare la temperatura di cella a 2°C per rallentare ulteriormente l'attività enzimatica e riformulare il blend con una farina a Falling Number nel range ottimale (250s).