Grano Tenero e Grano Duro

Lezione: Scienza delle Farine in Pizzeriatrattato inPizzaiolo

Definizione

Distinzione botanica e tecnologica alla base della reologia degli impasti. Il Triticum aestivum (grano tenero) ha chicco opaco e friabile: macinato dà la farina, polvere sottile con proteine estensibili, d’elezione per panificazione volumetrica, pizzeria e pasticceria. Il Triticum durum (grano duro) ha chicco vitreo e tenace: dà la semola, granuli grossolani giallo-ambrati (carotenoidi) con reticolo proteico corto e rigido.

Le destinazioni divergono: la farina di tenero eccelle dove serve alveolatura ed estensibilità (cornicione napoletano); la semola di duro nell’estrusione della pasta secca e nel pane ad alta conservabilità (Altamura). In pizzeria la semola rimacinata dà croccantezza nei blend e, come spolvero, agisce da ‘cuscinetto a sfera’ sotto il disco evitando aderenze.

Problem Solving
Il disco di pizza si attacca al banco oppure lo spolvero brucia subito nel forno.
Causa: Spolvero con farina di grano tenero (granulometria fine che brucia e aderisce) invece di semola di grano duro.
Soluzione: Usare semola rimacinata di grano duro come farina da spolvero: i granuli grossolani fanno da cuscinetto sotto il disco, prevenendo aderenze senza bruciare rapidamente.
Chef Academy

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Questa voce è una sintesi della Rubrica Tecnica. L’argomento è sviluppato in profondità nella lezione «Scienza delle Farine in Pizzeria» — con videolezioni, pratica, dispense professionali e tutoraggio — nei percorsi che lo trattano:

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Domande Frequenti

Perché la pasta secca si fa con la semola e non con la farina 00?
Il grano duro genera un reticolo proteico corto e tenace che garantisce la tenuta in cottura; la farina di tenero, estensibile, è invece ideale per volume e alveolatura.
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